Per il settimo campionato europeo di canottaggio, l’osteopatia di AbeOS al servizio degli atleti.

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Conclusi al Lago di Varese, nel fine settimana appena terminato, i Campionati Europei Assoluti di canottaggio. La nazionale italiana, padrona di casa, si è presentata con 22 imbarcazioni e oltre cinquanta atleti. Soddisfazione tra gli azzurri per le 9 medaglie conquistate: 2 ori nei pesi leggeri, 2 argenti negli atleti di pararowing, 5 bronzi (tra i quali spiccano le quattro medaglie per gli equipaggi, maschili e femminili, nei due senza e nelle ammiraglie, gli otto con timoniere). Il direttore dell’Istituto Scientifico per la Salute AbeOS, Marcello Luca Marasco, è stato convocato per questi europei dalla FIC, Federazione Italiana Canottaggio, come osteopata con l’incarico di attenzionare, tramite l’osteopatia, la performance degli atleti. È il settimo campionato europeo a cui presenzia AbeOS con Marasco, il secondo con l’Italia dopo i sei vissuti all’interno della nazionale rumena. L’approccio ai canottieri avviene con un preciso metodo di lavoro, nato proprio all’interno della Scuola di Osteopatia AbeOS, che prevede precise linee guida di trattamento nel pre gara, nel post gara e per favorire la riduzione dello stress (sempre alto in queste competizioni) e elevare la qualità del sonno degli atleti. Metodo proposto da Marcello Marasco (sulla base di una lunghissima esperienza nello sport d’elite) e applicato dal 2018 nella nazionale di canottaggio della Romania (autentica dominatrice a Varese con 6 ori e 8 medaglie complessive), in due cicli olimpici e olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024. Fa piacere vedere che quella nazionale continua ad applicarlo, ancora oggi, anche ad oggi che il direttore di AbeOS presta servizio per la squadra azzurra.

Nella foto di copertina (archivio AbeOS): un bel selfie con le azzurre Laura Meriano e Alice Codato (2 bronzi a Varese vinti nel 2 senza e nell’8) nelle vasche a bassa temperatura, subito dopo il drenaggio osteopatico post gara.


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