Parlano gli studenti che hanno avviato il primo ciclo di Problem Based Learning in AbeOS: le interviste

Dalla Scuola

Come anticipato nell’articolo di ieri, gli studenti Filippo Liberati, Mattia Villa, Stefano Allegrini, Luigi Pennino, Virginia Mattei e Andrea Troiani hanno partecipato al primo ciclo sperimentale di didattica erogata con il metodo del Problem Based Learning (PBL) realizzato nella Scuola di Osteopatia AbeOS per la materia di pneumologia. Già nella pubblicazione di ieri avevamo evidenziato il riscontro positivo della scuola verso la sostituzione della lezione frontale, oggi pubblichiamo le interviste ad alcuni degli studenti realizzate dalla Responsabile di Segreteria dottoressa Viviana Nardone.

VN: Allora Virginia cosa ne pensi di questa nuova metodologia di insegnamento, il Problem Based Learning, dammi le tue impressioni a caldo. Virginia Mattei: Bello, interessante, è anche un lavoro che ti mette alla prova perché devi fare un progetto con altre persone. VN: Diamo un voto da 1 a 10. Virginia: 8

VN: Siamo alla fine di queste tre giornate di Problem Based Learning, questa nuova metodologia di insegnamento sperimentata per la prima volta in questa scuola. Mi puoi dare le tue indicazioni a caldo Andrea? Andrea Troiani: Si certo, questo tipo di insegnamento sicuramente è una cosa nuova per la nostra scuola ma comunque ci permette di confrontarci tra di noi e di apprendere in modo rapido quella che è la materia in questione, quindi penso che con qualche piccolo ritocco dovrebbe essere un buon metodo di apprendimento per questa scuola. VN: Ok perfetto Andrea, grazie.

VN: siamo qui con un altro partecipante di queste tre giornate dedicate al PBL, siamo con Mattia Villa. Vorrei sapere secondo te quali sono i punti di forza e i punti di debolezza di questa nuova metodologia. Mattia: Si, buonasera a tutti. Allora per i punti di forza direi che è un metodo sicuramente più stimolante, ci evita ovviamente le tediose dissertazioni che, ovviamente, in queste materie mediche sarebbero inevitabili. Come punti di debolezza il fatto di non essere abituati a questo tipo di apprendimento ma che comunque con il tempo si perfeziona sicuramente, poi si cercherà sicuramente di creare uno spirito di squadra dal gruppo e questo è fondamentale per una buona riuscita dell’apprendimento. VN: Grazie Mattia, ciao

VN: Sono qui con Filippo Liberati, un altro partecipante di questo nuovo esperimento di insegnamento, il PBL. Vorrei sapere da te, anche perché è emerso dai tuoi compagni, che una delle cose più belle, positive, di questa metodologia è appunto il lavorare in gruppo, però naturalmente può essere un pro e può essere anche un difetto. Tu come ti sei trovato in gruppo? È stato costruttivo oppure hai avuto delle difficoltà? Filippo: Si buonasera, è stato molto costruttivo il lavoro in gruppo, da una forza in più agli studenti per apprendere e migliorare sempre di più. VN: Ok grazie Filippo

VN: Possiamo indagare un altro aspetto di questo nuova metodologia di insegnamento con Stefano Allegrini, il Problem Based Learning, cosa mi dici per quanto riguarda il ruolo del docente? Cosa è cambiato ed è presente un elemento positivo in questo? Stefano: Assolutamente si, secondo me il ruolo del docente è stato fondamentale, nelle prime lezioni soprattutto, dove ci ha indirizzato nel lavoro e ci ha reso tutto molto più semplice. VN: Ok, va bene grazie



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