Domani 7 aprile è la giornata internazionale della salute.

Editoriale

Come ogni anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha identificato questa data come giornata mondiale della salute. Il 7 aprile è stato scelto per commemorare la fondazione, avvenuta nel 1948, dell’agenzia stessa. Il tema scelto per il 2026 dall’OMS è: “Insieme per la salute. Al fianco della scienza” (Together for health. Stand with science). Si mira a sottolineare l’importanza della collaborazione scientifica internazionale e della fiducia nelle ricerche scientifiche rigorose per migliorare la salute sanitaria e globale. In particolare, l’attenzione è rivolta a: 

  • Contrasto alla disinformazione: Promuovere la divulgazione di dati scientifici chiari e accessibili a tutti. 
  • Approccio One Health: Il riconoscimento del legame indissolubile tra la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente.
  • Investimenti nella ricerca: Un appello a chi governa e amministra per rafforzare il sostegno alla scienza come fondamento per politiche sanitarie efficaci.

Queste voci specifiche sono musica per le orecchie nel nostro Istituto Scientifico per la Salute. Da sempre condanniamo la disinformazione, che spesso si accosta a mancata trasparenza e speculazione economica. Il primo esempio che ci viene in mente sono i contratti europei secretati sulla ricerca e sui vaccini covid dalla Von der Leyen, che (guarda caso) hanno visto prevalere esclusivamente una ricerca orientata sul solo canale vaccinale, escludendo aprioristicamente altre intuizioni, come il buon senso scientifico richiederebbe. Non è esente l’OMS che deve rendere trasparenti situazioni di conflitto d’interesse. Parlarci di approcci one health in un territorio come quello in cui è nato il nostro istituto, il cuore verde dell’Abruzzo, è come regalare un dollaro a zio Paperone.

Sugli investimenti per la ricerca da parte dei governi (e di chi amministra in generale), il nostro ente ha molto da bacchettare: ostacoli o promesse inattese da fondazioni, sindaci, comitati etici, persino da banche che si promuovono come paladine del territorio. Insomma, difficoltà da chi dovrebbe essere al tuo fianco visto che non chiedi remunerazioni personali.

Da noi, a Raiano, la salute si studia da molto tempo. E lo si fa trasportando la ricerca in azioni (economiche, semplici, non basate esclusivamente su farmaci); mosse da una benzina che è l’amore verso la scienza, il sapere scientifico basato su studi (che è dubbio e non dogmi o certezze). E in questo scenario siamo sostenuti da piccole donazioni di privati, di aziende, dalla firma del 5x1ooo nella dichiarazione dei redditi. E con quel poco, unito alla nostra dedizione di volontari della ricerca, abbiamo fatto miracoli.

Siamo convinti che, in modo estremamente economico e non invasivo, si possano misurare parametri indicatori della salute umana, e che questi valori possano essere “spinti” con azioni semplici, economiche, non basate esclusivamente su farmaci (volutamente mi ripeto) a favore di chi deve essere curato.

Sostenere, implementandoli, i parametri della salute umana (variabilità cardiaca, profondità del sonno, riflesso antinfiammatorio spontaneo, interferenza della corteccia prefrontale, ecc.) vuol dire rendere più efficace la crema dermatologica per un banale brufoletto, come la chemioterapia per un tumore.

Bibliografia:

  • Jameson, J. L., & Longo, D. L. (2015). “Precision Medicine — Personalized Care for the Planet”. New England Journal of Medicine. Questo studio spiega come la comprensione profonda dei meccanismi biologici permetta di calibrare sia terapie mirate per il cancro che trattamenti per patologie comuni.
  • Collins, F. S., & Varmus, H. (2015). “A New Initiative on Precision Medicine”. Analizza come l’innovazione tecnologica nella ricerca non sia compartimentata, ma fluisca tra le diverse specialità mediche.
  • WHO (OMS). “World Health Report” (vari anni). La letteratura dell’OMS sottolinea costantemente che il rafforzamento della ricerca di base e dei parametri clinici (Universal Health Coverage) è l’unico modo per garantire che l’innovazione arrivi sia al trattamento delle patologie molto lievi (prevenzione e cura di base) che di quelle, ad esempio, oncologiche (alta specializzazione).

L’immagine di copertina è generata da Gemini AI e modificata da AbeOS


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