Raccontaci il tuo studio presenta Fabio Miglioli

Dalla Scuola, Gente di AbeOS

Fabio, ex-studente della sede bolognese di AbeOS.
In questa breve intervista ci racconta la sua esperienza con la nostra scuola e il suo punto di vista rispetto l’Osteopatia.

1. Utilizzando 3 aggettivi, come descriveresti la tua esperienza di studio e formazione in AbeOS? 

Coinvolgente: poiché da subito si è venuta a creare quella sinergia e quella energia positiva necessaria per affrontare un percorso lungo e non farlo diventare mai stancante grazie ai professori ed ai miei compagni di corso.

Formativa: il percorso osteopatico mi ha fatto crescere come professionista; avendo già un percorso pregresso come laureato in scienze motorie e massofisioterapista sentivo però il bisogno di accrescere ulteriormente le mie competenze e in AbeOS ne ho avuto sicuramente il modo.

Stimolante: penso che più si vada avanti con il percorso di formazione osteopatica e più aumenti lo stimolo interiore a capire, sviluppare, conoscere, ecc. per migliorare come professionista e non solo, perché credo che la formazione in medicina osteopatica ti accresca anche come persona.

2. Cos’è per te l’Osteopatia?
Per me l’Osteopatia rappresenta un’ottica di cura a 360 gradi per aiutare la persona a migliorare il proprio stato di salute nel senso più ampio del termine; capendo quali sono le cause che determinano una certa situazione, e facendo da supporto nel percorso di guarigione.  


3. Cos’è che caratterizza particolarmente il tuo studio?
Credo che l’Osteopata si debba inserire in un contesto di collaborazione con altri professionisti della salute; mai come oggi le persone hanno bisogno di risposte e di “guide”, per questo la mia prerogativa, e di conseguenza, una caratteristica dei miei studi, è la collaborazione; lavoro quotidianamente con fisioterapisti, laureati in scienze motorie, medici, odontoiatri, nutrizionisti, optometisti, podologi, naturopati etc. con soddisfazione del paziente che si sente seguito e compreso e anche di noi operatori poiché questo, credo sia un modo di lavorare più produttivo e più etico.

Grazie Fabio per la tua piccola testimonianza!
A giovedì prossimo

Manuela Di Vito


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