E’ un treno in corsa l’attività on-line della Scuola di Osteopatia AbeOS: open-day, lezioni, esami, clinical scenarious, aggiornamento docenti, Dipartimento di Ricerca e riunioni di staff.

Dalla Scuola

Il coronavirus sta alla Scuola di Osteopatia AbeOS (http://www.abeos.it) come il provocare muso a muso Mike Tyson e le relative conseguenze. La pandemia ha interrotto le lezioni nelle sedi di Bologna e Raiano, ha interrotto le cliniche, ha annullato l’erasmus con OsEAN previsto a giugno, l’avvio del Master con l’Università della Basilicata, ha costretto allo spostamento delle Olimpiadi di Tokyo a cui AbeOS avrebbe partecipato affiancando la Nazionale di Canottaggio della Romania. Insomma un bel pugno sotto la cintura, per continuare ad usare la metafora del pugilato. Cosa non è stato fatto, di ciò che fosse fattibile, in questo periodo di quarantena? Ci guardiamo indietro alla vigilia della tanto attesa fase 2 e davvero c’è grande soddisfazione per l’azione energica, determinata ed efficace che abbiamo avuto nella tutela (didattica e umana) verso i nostri studenti, verso il mantenere il gruppo rispetto allo staff della scuola e a tutti i suoi docenti. Qui vale la pena citare l’aforisma adottato da AbeOS, non l’abusato “andrà tutto bene“, bensì “andrà come noi la faremo andare” (Julio Velasco) . Siamo consapevoli di essere di parte nel dire questo ma, innanzitutto il nostro istituto è scattato subito: l’agenda fissata a poche ore dall’annuncio del lockdown da parte del Governo. Ma sono i numeri che, come sempre, parlano da soli. Dall’esordio delle restrizioni, decretate nel 10 marzo, e sino al 19 di aprile, sono stati erogati 70 moduli di lezione della durata di 4 ore ciascuno per un complessivo di 280 ore di didattica. Se pensate che nelle scuole di osteopatia una giornata di lezioni è composta da 8 ore di lezione sarà facile fare i conti: sono 35 giorni, praticamente 10 seminari. In questa settimana si stanno svolgendo gli esami orali, ovviamente quelli che non prevedono pratica, saranno 75 entro venerdì. Per non interrompere la raccolta delle ore di tirocinio clinico sono stati introdotti i case scenarious, ossia momenti di ragionamento clinico basati su situazioni reali e sui quali è necessario da parte dello studente focalizzare scenari, esami clinici, ecc. Si stanno erogando i case scenarious con il ritmo di uno a settimana, nella prossima tuttavia saranno due, si pensi che nell’ultimo c.s. erogato erano connessi quasi 40 studenti! Sul fronte di quella che viene denominata Faculty Development, ossia l’aggiornamento e la crescita del corpo docenti, in questo periodo sono stati messi in agenda ben 5 incontri affrontando temi di estremo interesse per la didattica, per la clinica e, indirettamente, per la professione. In agenda anche gli incontri del Dipartimento di Ricerca e, qui non si contano, le riunione dello staff, rigorosamente dalla propria casa. Staff ricco e corposo: oltre al Direttore Generale Marcello Luca Marasco; la Responsabile ISO Paola Di Cola; la Responsabile di segreteria, OsEAN e relazioni internazionali Viviana Nardone; le coordinatrici per il Tirocinio e la Ricerca, rispettivamente le osteopate Federica Di Bacco e Manuela Di Vito; l’addetta agli archivi e alla biblioteca Elide Conforti, l’addetta alla comunicazione e al web Marialucia Turatti; il Responsabile per la sede di Bologna Michelangelo Ferriani. Ma non è ancora finita. Anche nell’idea degli Open-Day on-line AbeOS scatta subito: il 18 aprile e il sabato che sta arrivando vedono i primi appuntamenti fissati, ma si sta preparando un programma davvero originale. Che dire? AbeOS uscirà da questa pandemia più motivata, ancora più consapevole dei suoi valori e dei suoi punti di forza e con un curriculum formativo ancora più ricco per il nuovo anno didattico che comincerà dopo l’estate.


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