Tecar e Laserterapia a confronto verificando gli studi presenti in letteratura scientifica

Ricerca e scienza

di Roberto Leone

La terapia strumentale nel mondo della riabilitazione e della prevenzione è un argomento che interessa sempre più tutti i colleghi sanitari che lavorano a diretto contatto con il paziente. Con questo articolo intendo mettere a confronto attraverso gli studi clinici condotti su base EBM (evidence based medicine) , l’efficacia delle due terapie strumentali forse più usate e più conosciute : TECAR  e LASER.

Introduzione TECAR

Presupposti teorici per l’utilizzo riabilitativo della tecarterapia

La Tecarterapia è una  forma di terapia che riattiva i naturali processi fisiologici del metabolismo tissutale, che trasferisce energia biocompatibile senza proiezione di energia radiante dall’esterno .Si tratta di una svolta rivoluzionaria, poiché per la prima volta è stato applicato al campo biologico il principio fisico del condensatore, ottenendo una tecnologia che trasferisce energia biocompatibile che permette di sollecitare i tessuti agendo dall’interno, perciò senza inutili dissipazioni di energia. La sigla Tecar deriva dalla abbreviazione di: “Trasferimento energetico capacitivo resistivo”. A differenza di molte altre forme di terapie elettromedicali, i vantaggi della Tecar derivano dal fatto che la corrente non è presente per contatto diretto, ma come movimento di attrazione e repulsione delle cariche elettriche. Questo meccanismo d’azione crea una forte stimolazione a livello cellulare, innescando i naturali processi riparativi dell’organismo, e in sostanza, induce il paziente a collaborare alla sua stessa guarigione. La biostimolazione dei tessuti genera una forte vasodilatazione con un incremento della circolazione sanguigna, la scomparsa del dolore, la riduzione della contrattura muscolare, il riassorbimento degli edemi. La Tecar ha tre caratteristiche principali:

1. cessione di energia biocompatibile, attiva sulle soglie energetiche del metabolismo cellulare e subcellulare;

2. efficacia terapeutica anche sui tessuti poco reattivi per la loro natura fibrotica e resistente ai trattamenti;

3. specificità di azione in base alla tipologia del tessuto (muscolare  e/o fibroconnettivale) connessa alla duplice modalità tecnologica capacitiva e resistiva.

Laserterapia

Presupposti teorici per l’utilizzo riabilitativo della laser terapia

Le prime applicazioni pratiche del laser (acronimo inglese di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) risalgono al 1960, quando T.H. Maiman costruì, sviluppando i presupposti teorici enunciati da A. Einstein nel 1917, una fonte laser utilizzando un cristallo di rubino sintetico. La prima comunicazione relativa alla sua utilità in campo biomedico risale al 1963, quando P.E. McGuff e R.A. Deterling descrissero le differenti interazioni dell´energia laser con i tessuti biologici.

L’ortopedia è uno degli ambiti della medicina in cui le capacità terapeutiche del laser sono particolarmente sfruttate. Il raggio laser entra nei tessuti e provoca una risposta biochimica sulla membrana cellulare e all’interno dei mitocondri. Fra gli effetti positivi, sono da segnalare la vasodilatazione (con conseguente aumento della temperatura della zona interessata, aumento del metabolismo, stimolazione neurovegetativa e modifica della pressione idrostatica intracapillare), l’aumento del drenaggio linfatico e l’attivazione del microcircolo. Ovviamente l’azione può anche essere negativa (si pensi per esempio al fatto che si tende a proteggere sempre gli occhi durante la terapia per evitare danni alla retina e che molti laser sono utilizzati in chirurgia!). Non a caso la migliore strumentazione presente sul mercato ha tutte le protezioni opportune per evitare gli effetti collaterali di un uso eccessivo o improprio del laser.

Scopi della laserterapia in ambito fisioterapico

Gli scopi della laserterapia sono sostanzialmente due:

antinfiammatorio

antidolorifico

rigenerativo del tessuto connettivo

biostimolante sul microcircolo e sui vasi sanguigni

Nello sportivo il primo effetto dovrebbe riguardare solo i professionisti, perché, nella stragrande maggioranza dei casi, correre sul dolore non fa altro che allungare i tempi di guarigione (un professionista può per esempio ricorrere a una terapia antidolorifica per non saltare un campionato del mondo). L’azione antidolorifica è dovuta all’aumento della soglia della percezione delle terminazioni nervose e dalla liberazione di endorfine. L’effetto antinfiammatorio è dovuto all’aumento del flusso sanguigno conseguente alla vasodilatazione. L’azione antiedemigena (molte infiammazioni sono accompagnate da edemi) è dovuta alla modifica della pressione idrostatica intracapillare.

Indicazioni terapeutiche

La Laserterapia è una terapia importante per patologie come:

Tendiniti

Contratture muscolari

Ulcere e piaghe

Artrosi

Postumi traumatici

Dopo aver inquadrato le premesse sull’utilizzo di questi due tipi di terapie strumentali, proseguiamo elencando gli studi eseguiti sulla base dell’evidenza scientifica:

TECAR:

1. Per quanto riguarda la tecar terapia è stato eseguito uno studio clinico randomizzato in doppio cieco tecarterapia versus placebo nel trattamento della lombalgia.

Obiettivo del presente studio è quello di valutare gli effetti dell’utilizzo della tecarterapia nella gestione del dolore lombare in un gruppo selezionato di pazienti. Il fine che ci proponiamo è quello di creare un protocollo medico scientifico verificabile e riproponibile.

Pazienti

Per quanto riguarda le dimensioni del campione verranno selezionati 30 pazienti con le seguenti caratteristiche:

– diagnosi di Lombalgia il cui dolore è insorto da almeno 12 settimane;

– un’età compresa tra i 30 e 70 anni;

– una VAS alla visita iniziale uguale o superiore a 5 nell’ultima settimana.

Sono esclusi i pazienti che mostrano :

– segni di irritazione radicolare;

– in anamnesi patologia neoplastica;

– patologie infiammatorie croniche;

– pregressi interventi chirurgici a livello del rachide;

– assunzione di farmaci antinfiammatori;

– allergia al paracetamolo o controindicazioni alla sua assunzione;

– un MMSE minore di 23.

Viene seguito un modulo di randomizzazione per cui i pazienti arrivati alla nostra attenzione in ambulatorio vengono automaticamente inseriti in uno dei due gruppi secondo un ordine prestabilito dal modulo: il gruppo A verrà trattato con Tecarterpia più Massoterapia, il gruppo B con Tecarterapia Placebo più Massoterapia. Solamente il terapista della riabilitazione incaricato del trattamento è a conoscenza dell’ordine di inserimento dei pazienti nel preordinato modulo di randomizzazione, tale per cui il medico che visita i pazienti e i pazienti stessi sono all’oscuro del gruppo di appartenenza per l’intera durata del progetto.

Conclusioni

L’uso della Tecar terapia appare essere un utile elemento di ausilio alla gestione del dolore lombare, con effetto rapido ed intenso nel breve termine. I controlli eseguiti nel follow-up invece non mostrano evidenti benefici significativi. Abbassare l’intensità del dolore nella lombalgia già in fase acuta significa poter lavorare in maniera più completa e precoce già dai primi momenti della riabilitazione, con tecniche differenti contemporaneamente. Ottenere un‘alta compliance

da parte del paziente rimuovendo l’intensità del dolore ci aiuta a poter controllare meglio i tempi della riabilitazione e fa diminuire la probabilità di incorrere in tutte quelle complicanze secondarie all’immobilità e al non uso, sia nell’acuto che nel cronico.

Studio clinico condotto presso  Cattedra di Medicina Fisica e Riabilitazione,

Università degli Studi “La Sapienza”, Roma

Materiale ricavato dal seguente sito: http://www.studiofisioterapicoseveso.com/uploads/2/6/3/7/26375878/santilli_lombalgia.pdf

2. Utilizzo della TECAR per  linfedema degli arti inferiori che spesso contribuisce alla compromissione della mobilità dei pazienti patologicamente obesi. La definizione di nuovi protocolli  è importante per ridurre i costi di trattamento. Lo studio mirava a valutare se il trasferimento di energia capacitivo e resistivo (TECAR) può ridurre l’edema e il numero minimo di sessioni necessarie per osservare la riduzione del volume. Quarantotto soggetti gravemente obesi (fascia d’età: 46-78 anni, BMI> 40 kg / m2) con linfedema bilaterale degli arti inferiori sono stati divisi in tre gruppi sottoposti a drenaggio linfatico manuale, pressoterapia o TECAR, oltre a un programma di riabilitazione multidisciplinare . Sono stati confrontati con un gruppo di controllo composto da 12 donne (età: 67,4 ± 8,9 anni, BMI: 44,6 ± 4,1 Kg / m2) sottoposte al solo programma di riabilitazione. Per le misurazioni del volume è stato utilizzato un sistema 3D per scanner laser palmare. Inoltre, i pazienti sono stati valutati con un test Timed Up and Go (TUG) e dolore / pesantezza degli arti inferiori con una scala analogica visiva (VAS). Una significativa riduzione del volume è stata osservata dopo 6 sessioni di TECAR: in particolare, in tutto l’arto (PRE: 9.7 + 2.8 dm3; POST: 9.4 + 2.8 dm3; p <0.05) e nella coscia (PRE: 3.5 + 1.3 dm3; POST : 3.3 + 1.2 dm3; p <0.05). Il TUG e il VAS per il dolore hanno mostrato un miglioramento significativo in tutti i gruppi. I nostri risultati preliminari suggeriscono che la  TECAR può fornire una riduzione relativamente precoce dell’edema degli arti inferiori con miglioramento della funzionalità e del dolore dei pazienti.

Materiale ricavato dal seguente sito:  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31119913

3. Utilizzo della Tecar nel trattamento delle disfunzioni erettili. Lo  studio prospettico di fase uno vuole valutare la sicurezza e la tollerabilità della terapia TECAR nel trattamento della malattia di Peyronie (patologia del pene, caratterizzata dalla formazione anomala di tessuto fibroso-cicatriziale in corrispondenza dei corpi cavernosi. Ciò si riflette negativamente sulla funzionalità erettile, dando luogo a una condizione medica chiamata pene curvo). Da giugno 2011 a settembre 2012 abbiamo arruolato 70 pazienti. Ogni paziente era stato precedentemente sottoposto ad esame andrologico, a un questionario per la valutazione di IPP e ED, e l’SF-36 (V1) per la valutazione dello stato generale di salute. La valutazione del dolore è stata effettuata utilizzando la scala VAS del dolore. Ogni paziente è stato sottoposto al trattamento TECAR della placca fibrotica (sia in modalità resistiva che in modalità capacitiva) per un totale di tre sessioni eseguite in giorni consecutivi. Abbiamo registrato una buona compliance da parte dei pazienti; nessuno di loro ha riportato effetti collaterali. Il dolore è stato ridotto dalla tecnica nell’80% dei casi. L’intero campione ha completato lo studio. Sorprendentemente abbastanza quei pazienti che si sono lamentati anche di disfunzione erettile, hanno segnalato un miglioramento nella potenza sessuale.

Materiale ricavato dal seguente sito:: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23423676

LASER:

1. Una revisione sistematica della terapia laser a basso livello con dosi localizzate per il dolore da disturbi articolari cronici . Hanno studiato se la terapia laser a basso livello (LLLT) della capsula articolare può ridurre il dolore nei disturbi delle articolazioni croniche. Una ricerca letteraria ha identificato 88 studi randomizzati e controllati, di cui 20 studi comprendevano pazienti con disturbi articolari cronici. Sei trials sono stati esclusi per non irradiare la capsula articolare. Tre studi hanno utilizzato dosi inferiori a un intervallo di dose nominati a priori per ridurre l’infiammazione nella capsula articolare. Questi studi non hanno rilevato differenze significative tra i trattamenti attivi e quelli con placebo. I restanti 11 studi comprendenti 565 pazienti erano di qualità metodologica accettabile con un punteggio PEDRO medio di 6,9 (range 5-9). In questi studi, l’LLLT all’interno dell’intervallo di dosi suggerito è stato somministrato alle giunture del ginocchio, temporo-mandibolare e ZIGOAPOFISARIE. I risultati hanno mostrato una differenza media ponderata nel cambiamento del dolore su VAS di 29,8 mm (95% CI, 18,9 a 40,7) a favore dei gruppi LLLT attivi. Stato di salute globale migliorato per più pazienti nei gruppi LLLT attivi (relativerisk di 0,52, 95% CI 0,36-0,76). La terapia laser a basso livello con la gamma di dosi suggerita riduce significativamente il dolore e migliora lo stato di salute nei disturbi cronici delle articolazioni, ma l’eterogeneità nei campioni dei pazienti, le procedure di trattamento e il trialdesign richiedono una cauta interpretazione dei risultati.

Metodi

 Criteri di inclusione : Le prove sono state sottoposte a sei criteri di inclusione: disturbo articolare superiore a sei mesi o osteoartrite verificata mediante radiografia, randomizzazione dei pazienti a gruppi, gruppo di controllo ricevuto trattamento con placebo identico, pazienti ciechi e outcomeassessors , esposizione laser della capsula giunzionale infiammatoria cutanea sovrastante e misura del dolore e cambiamento dello stato di salute.

 Valutazione della qualità metodologica: è stata utilizzata una lista di criteri di 10 criteri metodologici sviluppati per il database PEDro di studi di fisioterapia presso l’Università di Sydney, in Australia, (Moseley et al 2002). Nessun limite specifico di interruzione per i punteggi del metodo è stato programmato come criterio di esclusione.

 Misure di outcome: abbiamo selezionato il dolore su una scala analogica visiva (VAS) come il primo dei due principali parametri di outcome. Nei trials in cui sono stati misurati diversi aspetti del dolore, sono state preferite le misure del dolore durante l’attività fisica. La varianza è stata calcolata dai dati post-trattamento e calcolata come intervalli di confidenza al 95% (IC 95%) in VAS di millimetria. I risultati sono stati presentati come deviazioni medie ponderate (WMD), cioè una stima aggregata del cambiamento medio della differenza del trattamento e il gruppo placebo è stato osservato dall’inverso della varianza utilizzando un modello di random effects. La varianza è stata calcolata dalla deviazione standard (SD) dei dati post-trattamento e fornita come IC del 95%. Se i dati di varianza sono stati segnalati come interquartili, è stata utilizzata la media SD degli altri studi inclusi per il raggruppamento statistico. La seconda misura di esito principale era rappresentata da dati categoriali di scambio nello stato di salute globale. Il miglior stato di salute globale è stato definito come una delle seguenti categorie: “migliorato”, “buono”, “migliore”, “molto migliorato”, “doloroso.

Conclusione

 Anche se l’eterogeneità dei risultati dello studio richiede una interpretazione nell’interpretazione, l’LLLT       (laser therapy) sembra essere efficace nel ridurre il dolore causato dai disturbi cronici delle articolazioni. L’ipotesi che la LLLT agisca attraverso un effetto anti-infiammatorio dose-specifico nella capsula articolare irradiata è una potente pianificazione dei risultati positivi. Questa ipotesi deve essere verificata o confutata negli studi in cui vengono utilizzate le misure di esito dell’attività infiammatoria. Sono necessari ulteriori e più ampi studi per determinare con precisione le procedure di trattamento ottimali per LLLT e la possibile interazione con altre terapie per disturbi cronici delle articolazioni.

Materiale ricavato dal seguente sito: https://reader.elsevier.com/reader/sd/pii/S0004951414601276?token=49DACDF8B16D1354934D30CBB2EC85B75223ABE29CA89561FA5255FFA115DEAD9A136321A2DD11911F5B62D9ED1B0B63

2. Efficacia della terapia laser a basso livello con arsenuro di gallio a 904 nm nella gestione del dolore miofasciale cronico al collo: uno studio in doppio cieco e randomizzato

Prima pubblicazione: 22 settembre 2004

Sfondo e obiettivi

Uno studio prospettico, in doppio cieco, randomizzato e controllato è stato condotto in pazienti con sindrome del dolore miofasciale cronica (MPS) nel collo per valutare gli effetti della terapia laser a basso livello di raggi infrarossi a 904 nm di gallio-arsenide (Ga-As) (LLLT) su clinica e qualità della vita (QoL).

Disegno dello studio / Pazienti e metodi

Il gruppo di studio consisteva in 60 pazienti con MPS. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi di trattamento: gruppo I (laser effettivo, 30 pazienti) e gruppo II (laser placebo, 30 pazienti). LLLT ha continuato ogni giorno per 2 settimane tranne i fine settimana. Le misure di follow-up sono state valutate al basale, 2, 3 e 12 settimane. Tutti i pazienti sono stati valutati rispetto al dolore a riposo, al dolore al movimento, al numero di punti trigger (TP), al dolore al collo e alla Disability Visual Analog Scale (NPAD), Beck depressione Inventory (BDI) e al Nottingham Health Profile (NHP) .

RISULTATI

Nel gruppo laser attivo, sono stati rilevati miglioramenti statisticamente significativi in ​​tutte le misure di outcome rispetto al basale (P <0,01) mentre nel gruppo laser placebo, miglioramenti significativi sono stati rilevati solo nel punteggio del dolore a riposo a 1 settimana dopo la fine del trattamento. Il punteggio per il miglioramento auto-valutato del dolore era significativamente diverso tra i gruppi di laser attivi e placebo (63 vs 19%) (P <0,01).

Conclusione

Questo studio ha rivelato che l’applicazione a breve periodo di LLLT è efficace nel sollievo dal dolore e nel miglioramento della capacità funzionale e della qualità di vita nei pazienti con MPS.

Materiale ricavato dal seguente sito: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/lsm.20082

LASER E TECAR : Terapia laser tri-lombare associata alla tecar terapia nel trattamento del dolore lombare negli adulti: un rapporto preliminare di una serie di casi prospettici.

Il dolore lombare è molto frequente, specialmente nella popolazione adulta attiva. Esistono diverse condizioni ortopediche che possono causare dolore alla parte bassa della schiena e il dolore peggiora significativamente la qualità della vita. I trattamenti variano da farmaci, terapie fisiche, kinesiologia, infiltrazioni locali e così via. La terapia laser ha un ruolo importante nel trattamento delle cause infiammatorie del dolore, con diversi studi che dimostrano l’efficacia della terapia laser a bassa e alta energia nel trattamento del dolore lombare. Sessantasei pazienti consecutivi con dolore lombare con o senza dolore alle gambe sono stati trattati utilizzando una combinazione di laser Tri-length I-Triax® (Mectronic Medicale, Bergamo, Italia) e Pharon® tecar therapy (Mectronic Medicale, Bergamo, Italia) . I pazienti sono stati trattati tre volte alla settimana, a giorni alterni, per un totale di 10 sessioni. I risultati clinici sono stati valutati utilizzando la scala analogica visiva per il dolore individuale (da 0 a 10) e la scala di disabilità Oswestry (ODS). I test sono iniziati prima dell’inizio delle terapie e 8 settimane dopo la fine delle terapie. Il punteggio della scala analogica visiva (VAS) è migliorato significativamente da un valore medio di 8,1 ± 1,58 pre-trattamento a un valore medio di 8 settimane dopo il trattamento di 2,63 ± 2,74 (P <.01). I valori di ODS partono da un valore medio di pre-trattamento di 53,0 ± 13,0 a un valore medio di post-trattamento di 23,5 ± 19,8 (P <.01). Un miglioramento maggiore sia in VAS che in ODS è stato denotato nel gruppo di pazienti con dolore lombare e dolore alle gambe (rispettivamente, VAS da 8.66 ± 1.58 a 2.86 ± 2.94 e ODS da 57.8 ± 15.5 a 23.7 ± 19.5). Il dolore lombare, associato o meno al dolore alle gambe, è una situazione clinica molto comune. I trattamenti di questa condizione sono diversi e un ruolo importante può essere dato alla terapia laser. La conclusione di questo studio è che l’associazione tra laser terapia iLux-Triax® e tecar terapia Pharon® nel trattamento del dolore lombare, con o senza dolore alle gambe, può ridurre significativamente il dolore e migliorare la qualità della vita nei pazienti con degenerazione e problemi infiammatori.

Materiale ricavato dal seguente sito: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25376670

Da questo confronto  si evince che non c’è uno studio clinico rilevante e di alto livello che permetta di confermare l’efficacia e l’effetto terapeutico di una delle due terapie strumentali in quanto la mole di pazienti sottoposta a questi studi è relativamente bassa.


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