Fibromialgia: un caso clinico

Salute

di Lorenzo Capuano, ricercatore UnivAQ, studente AbeOS

La sindrome fibromialgica secondo l’AISF è una forma comune di dolore muscolo-scheletrico diffuso e di astenia che colpisce circa 1.5 milioni di italiani. Il termine fibromialgia significa dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (legamenti e tendini). Il dolore è il sintomo predominante della fibromialgia. Generalmente, si manifesta in tutto il corpo, sebbene possa iniziare in una sede localizzata, come il rachide cervicale e le spalle, e successivamente diffondersi in altre sedi col passar del tempo. Il dolore fibromialgico viene descritto in una varietà di modi comprendenti la sensazione di bruciore, rigidità, contrattura, tensione. Sebbene l’esame obiettivo (visita) sia solitamente nella norma, e le persone possano apparire sane, un attento esame dei loro muscoli rivela la presenza di aree dolenti in sedi specifiche. La presenza e la tipologia di queste caratteristiche aree algogene (tender points) con i sintomi del dolore diffuso separa i fibromialgici da altre condizioni cliniche. Non tutti i medici sono a conoscenza di tale sindrome, ma la maggior parte dei reumatologi (specialisti in malattie dell’apparato osteoarticolare) sa come eseguire la valutazione dei tender points per arrivare ad una diagnosi di fibromialgia. I tender points sono quasi sempre presenti su entrambi i lati del corpo. Sebbene i tender points definiti dai criteri classificativi e diagnostici dell’American College of Rheumatology nel 1990 siano stati utilizzati per la diagnosi, molti altri muscoli o aree inserzionali possono essere dolenti. I tender points possono essere latenti normalmente ed il dolore evocabile solo alla digitopressione. La cefalea, specialmente di tipo muscolotensivo, o l’emicrania sono comuni nel paziente fibromialgico. Dolori addominali, alternanza di stipsi e diarrea (colon irritabile) sono inoltre frequenti. Allo stesso modo, il paziente può riferire la presenza di “spasmi vescicali” che lo costringono a urinare spesso. Nella tabella sottostante sono riportati i sintomi che il paziente fibromialgico può riferire. Sintomi caratteristici presenti nella maggior parte dei pazienti:

• disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e non ristoratore)

• cefalea muscolotensiva o emicranica

• sensazione di stanchezza (astenia)

• rigidità mattutina (specie al collo e alle spalle)

• colon irritabile (stipsi e/o diarrea)

• parestesie (costituite da formicolii e sensazioni simili a punture)

• bruciore a urinare

• sensazione di gonfiore alle mani

• dolori al torace

• perdita di memoria

• difficoltà di concentrazione

• disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)

Le opzioni terapeutiche per la fibromialgia comprendono:

• farmaci che diminuiscono il dolore e migliorano la qualità del sonno

• programmi di esercizi di stiramento (stretching) muscolare e/o che migliorino il fitness cardiovascolare

• tecniche di rilassamento ed altre metodiche per ridurre la tensione muscolare

• programmi educativi per aiutare il paziente

I farmaci anti-infiammatori utilizzati per trattare molte patologie reumatiche non mostrano importanti effetti nella fibromialgia. Tuttavia, basse dosi di aspirina, l’ibuprofene e il paracetamolo possono dare qualche sollievo al dolore. Il tramadolo, un farmaco analgesico centrale, può ridurre la sintomatologia dolorosa del paziente fibromialgico. I cortisonici sono inefficaci e dovrebbero essere evitati per i loro potenziali effetti collaterali. I farmaci che facilitano il sonno profondo e il rilassamento muscolare aiutano molti pazienti affetti da fibromialgia a riposare meglio. Questi farmaci comprendono gli antidepressivi triciclici (amitriptilina) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) (paroxetina, fluoxetina) ed altri farmaci ad azione prevalentemente miorilassante ma simili strutturalmente agli antidepressivi (ciclobenzaprina). Due tra i principali obiettivi del trattamento della fibromialgia sono le tecniche di stiramento muscolare e di allenamento dei muscoli dolenti e l’incremento graduale del fitness cardiovascolare (aerobico). Molte persone possono prendere parte ad un programma di esercizi che determina un senso di benessere, un aumento della resistenza muscolare e una diminuzione del dolore. L’esercizio aerobico si è dimostrato efficace per i pazienti affetti da fibromialgia. Il paziente può essere riluttante ad esercitarsi se ha già dolore e se si sente stanco. Attività aerobica a basso o nullo impatto, come camminare, andare in bicicletta, nuotare o fare esercizi in acqua sono generalmente il modo migliore di iniziare un programma di esercizi. Occorre allenarsi regolarmente, ad esempio a giorni alterni, aumentando gradualmente l’attività fisica per raggiungere un migliore livello di forma fisica. Importante à stirare gentilmente i propri muscoli e muovere le articolazioni attraverso un’adeguata mobilizzazione articolare giornalmente e prima e dopo gli esercizi aerobici. È utile inoltre consultare un terapista della riabilitazione che aiuti a stabilire uno specifico programma di esercizi per migliorare la postura, la flessibilità e la forma fisica.

CASE REPORT

INTRODUZIONE

Scopo di questo Case Report è quello di esaminare i miglioramenti di un paziente affetto da sindrome fibromialgica.  Il paziente all’inizio della terapia presenta  : dolori muscolo-scheletrici diffusi , cefalea muscolotensiva ricorrente , disturbo del sonno, stanchezza. Segue una terapia farmacologica a base di immunosoppressori. È stato sottoposto a trattamento riabilitativo ed osteopatico per un periodo di un anno , nei mesi invernali (settembre-giugno).

METODI

Sono state eseguite sedute periodiche di riabilitazione con programma mirato di esercizi : stretching muscolare , fitness cardiovascolare e sedute osteopatiche. Le sedute sono state eseguite due volte la settimana nel seguente modo :

  • Esercizio cardio su tapis roulant , 20 minuti.
  • Esercizi di stretching ed elasticità muscolare , ginnastica posturale dolce.
  • Seduta osteopatica. Osteopaticamente sono state predilette tecniche fasciali , craniali e tecniche articolatorie.

RISULTATI

A distanza di due settimane dall’inizio della terapia la paziente ha riscontrato miglioramento fisico: riferisce di non avere più forti dolori muscolari , cefalea continua , ed è migliorata la condizione di vita in generale. Ha riferito , inoltre , di aver diminuito la dose farmacologica in accordo con lo specialista reumatologo.  Ha seguito la terapia in modo continuo e regolare.

CONCLUSIONI

In conclusione possiamo accertare che il paziente è migliorato , ha ristabilito una buona efficienza fisica , un buon ritmo sonno-veglia , riuscendo meglio a gestire le attività quotidiane. La terapia viene continuata con regolarità, 2 incontri a settimana, nei mesi invernali.


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