Plagiocefalia e Osteopatia: efficacia del trattamento

Salute

Sempre più spesso, anche in Italia, lo specialista pediatrico consiglia per un sano e migliore sviluppo del bambino la figura dell’osteopata. Dal momento del parto fino all’adolescenza il corpo del bambino è sottoposto a tensioni, forze e spinte legate alla crescita. A differenza dell’adulto che già possiede mappe corporee molto precise, le quali governano il rapporto tra superfici articolari, il tono muscolare, le tensioni di tendini e legamenti, nel bambino alla nascita queste mappe sono ancora molto immature. Quindi in un bambino nato con difficoltà, una disfunzione meccanica o con un’anomalia congenita, lo sviluppo delle mappe motorie e somato-sensoriali sarà anomalo, influenzando negativamente sia i modelli motori che lo sviluppo cognitivo.
Una delle problematiche più frequenti legate alla gravidanza e/o al parto è la plagiocefalia.

Per plagiocefalia in modo generico si intende una forma anomala del cranio che persiste o addirittura peggiora entro i primi giorni di vita e che non sempre è associata a craniosinostosi, ovvero alla saldatura prematura delle suture (Kane 1996). Molto spesso, infatti, le suture craniche rimangono mobili e la circonferenza del cranio non viene interessata.

La plagiocefalia si può distinguere in primaria e secondaria (o posizionale).(1)
Si definisce primaria quando si presenta come conseguenza di compressioni e posizioni anomale intrauterine oppure avvenute durante il travaglio e il momento del parto, mentre si definisce secondaria se si sviluppa dopo la nascita, molto spesso diagnosticata non prima del primo mese di vita.

La plagiocefalia primaria a livello osteopatico viene associata ad un modello disfunzionale che interessa il cranio: la morfologia propria delle ossa (disfunzioni intraossee), la SSB (sincondrosi sfeno-basilare), e può estendersi fino alla mandibola e alla volta dove invece ha una connotazione membranosa.

Quando invece la plagiocefalia è di tipo secondario si sviluppa di conseguenza ad un torcicollo (accorciamento di uno SCOM) o di un modello disfunzionale della base cranica, e spesso peggiora con la crescita. Questo perché le ossa del cranio rispondono alle forze anomale che mettono in tensione i tessuti miofasciali della regione cranica, appunto, e cervicale. A causa di queste tensioni il bambino adotterà sempre la medesima posizione di testa e collo ovvero la più comoda, mentre sarà limitato nei movimenti opposti a questa (possibili difficoltà nell’allattamento).
Questo tipo di problematica spesso può portare nel neonato a disturbi del sonno, della suzione, della digestione, e crescendo a posture ‘viziate’ o a problematiche legate alla vista o al linguaggio.

Il trattamento precoce(2) della plagiocefalia può aiutare a prevenire una disfunzione secondaria, come la scoliosi(3) e altre patologie. Distorsioni scheletriche(4) un trauma alla nascita o post natale, posso produrre nei bambini problemi di apprendimento. Tra il primo ed il secondo anno di vita infatti la crescita del SN (sistema nervoso) può essere influenzata dall’integrità delle strutture fibro-ossee(5) che lo sorreggono e lo circondano. Per questo è stato preso in considerazione come una diagnosi e trattamento osteopatico della struttura in disfunzione (nel meccanismo cranio-sacro) sia un grande contributo alla prevenzione e al miglioramento delle difficoltà di apprendimento del bambino.

Il trattamento della plagiocefalia richiede un duplice intervento: quello dell’osteopata, che provvederà a risolvere le disfunzioni meccaniche e membranose che contribuiscono al mantenimento di quella determinata morfologia cranica, e quello dei genitori, che dovranno invece cercare di stimolare il più possibile il bambino a ruotare il capo e a poggiarsi anche dalla parte opposta della zona appiattita.
L’esito del trattamento sarà comunque influenzato anche dalla tempestività con cui si interviene, se si risolvono le disfunzioni tissutali e si riescono ad equilibrare le tensioni prima di determinate fasi della crescita, il corpo riesce a ripristinare il giusto equilibrio di tutti i tessuti nell’area distorta.

Bibliografia:

  • 1 “Medicina manipolativa in pediatria. Approccio osteopatico”, Jane E. Carreiro 2003
  • 2 Wynne-Davies R.Infatile idiopathic scoliosis, causative factors, particularly in the first six months of life. J.Bone J Surg 1975;57-B;138-41
  • 3 Boere-Boonekamp MM, van der Linden-Kulper LT. Positional preference: prevalence in infants and follow-up after two years. Pediatrics 2001;107:339-43
  • 4 Rosborough, P.M.: Physical fitness and the child’s reading problem. The report on a technical study of twenty “problem readers”, their physical handicaps and therapy. Exposition Press, New York, 1963
  • 5 Treganza,A., amd Frymann, V.M.: Explorations into posture and body mechanics. Academic Ther

Sono Ilaria Capria, dipolomata in Osteopatia presso Scuola di Osteopatia AbeOs. Specializzanda in pediatria e gravidanza presso la fondazione Osteopatia Pediátrica RSM di San Marino. Sono iscritta al R.O.I e pratico la mia professione presso lo studio “Fisiomedica SRLS” di Mentana (Rm)